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Cronaca e relazioni della festa regionale dei Gas

valdicastroScusate il ritardo, ma l’impegno che mi sono assunta non pensavo sarebbe stato tanto faticoso. Non per tirare le fila di una bella giornata, come potrete leggere qui di seguito, quanto per compilare due relazioni per la Rees Marche: una generale, relativa a tutto l’incontro e una specifica sui lavori del gruppo a cui ho partecipato.

Il 7 giugno scorso, nella splendida cornice di San Romualdo di Valdicastro, anche se il tempo, come suol dirsi, non ci ha assistiti, abbiamo vissuto una positiva giornata di “festa lavorativa”, la festa regionale dei Gas delle Marche.

I lavori sono iniziati con una breve introduzione di carattere assembleare tenuta dai “pezzi grossi” della Rees (Rete di economia etica e solidale) delle Marche, durante la quale ci si è suddivisi in sette gruppi di lavoro, aventi per oggetto la discussione delle esperienze in atto in relazione ai seguenti temi:

  1. retine di Gas e reti territoriali in genere per l’analisi dei rapporti tra Gas e Gas e tra Gas e territorio, quindi anche con i produttori, considerati sia complessivamente quale aggregato dell’offerta insistente su quel territorio sia in termini individuali di conoscenza diretta dei singoli produttori, la loro certificazione e i patti di solidarietà;
  2. Distretti di economia solidale (Des), reti che riguarderebbero, una volta istituite, l’aggregazione della domanda e dell’offerta etica, con un occhio anche alla Piccola distribuzione organizzata (Pdo);
  3. alternativa locale, che ha preso in esame il rapporto tra Gas e cittadini, quindi significato di economia solidale come alternativa economica e politica attiva dal basso per modificare gli equilibri esistenti e uscire dall’impasse di questa crisi;
  4. cogestione, ossia rapporti tra soci, partecipazione, corresponsabilità all’interno del gruppo di appartenenza;
  5. acquisto critico, che configura un nuovo modo di rapportarsi ai prodotti che si acquistano, con tutto ciò di cui si parla a proposito sia di criteri per un acquisto etico sia di autoproduzione e di scambio e riciclaggio dell’usato;
  6. amministrazione, relativamente agli aspetti gestionali, ai sistemi di pagamento ed alla veste giuridica (lascio a voi indovinare quale Gas tra quelli presenti, grazie ai responsabili in materia, abbia fatto la parte del leone).
    Alla conclusione dei lavori di gruppo ci siamo ritrovati in plenaria per relazionare e trarre le debite conclusioni.

I punti maggiormente messi in discussione, che hanno quindi attraversato orizzontalmente tutti i gruppi sono stati:

  1. il disagio espresso piú o meno da tutti circa l’impossibilità – almeno sinora cosí la si è sperimentata – della perdita di cooperatività e di coscienza critica che va di pari passo con l’ampliamento a ritmi esponenziali di quasi tutte le realtà di gruppo d’acquisto;
  2. la perplessità a fronte delle proposte di reti a vario livello: il rispetto dei tempi di maturazione di ciascun gruppo fa spesso avvertire come se fosse un’impostazione burocratica il tentativo di coordinare, di dare un senso “importante”, di valutare secondo la funzionalità politica le attività dei Gas.

Naturalmente non ci sono stati solo musi lunghi e cervelli fumanti.

Il pranzo, un misto di buffet freddo e piatti caldi, ci ha tirati su di morale rispetto all’acqua a catinelle di fuori; pioggia che si è notevolmente ridotta fin quasi a cessare quando è stato il momento della visita all’azienda (alla quale non ho partecipato … forse Paolo R. ci è andato?).

I bambini e i ragazzini non so come abbiano fatto a non stordirsi a vicenda con tutta quella serie di strumenti musicali che sono stati aiutati a fabbricarsi con materiale di scarto.
Concludo con un invito a chi non abbia mai visitato il posto ad andarci quanto prima possibile: ne vale veramente la pena, anche se nemmeno il viaggio è in realtà una pena, tutto un susseguirsi com’è di panorami da mettere in musica e poesia.

Elena

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