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Resoconto, riunione di venerdì

Ciao a tutti,
ho partecipato venerdì alla” poco numerosa” riunione che si è tenuta presso i locali di idea 88 con Jacopo Cherchi.
E’ stata interessante e utile specialmente per noi nuovi (il 50% dei gasisti presenti:2 su 4).
Si è partiti quindi, dalle difficoltà di inserimento e partecipazione da parte dei nuovi iscritti nell’organismo del gas,il sentirci un pò spaesati e poco coinvolti.
Da lì sono poi venute fuori parecchie idee alcune di queste sono state:
1-la possibilità di una ROTAZIONE delle referenze previo affiancamento.
2-la possibilità di organizzare degli incontri tra noi per uno scambio e confronto su problematiche anche quotidiane o di  scelte particolari
dove ad esempio i più grandi o più esperti possano mettere a disposizione le proprie conoscenze ed esperienze.
3- creare dei gruppi che si occupino dei vari aspetti del gruppo organizzativi e non.
es:gruppo organizzazione eventi(al quale io parteciperei volentieri.)che organizzi eventi , laboratori manuali e non
(si era fatto l’esempio della panificazione, il pane fatto in casa,sò che molti di voi lo fanno già!)ecc. ecc…
che servano  per integrare e coinvolgere i nuovi arrivati   consolidare il gruppo e non per ultimo imparare cose nuove e utili.
A questo proposito vorrei aggiungere una mia idea personale.
Credo che sia interessante anche la possibilità di organizzare, come gas,eventi  aperti alla città
per sensibilizzare altre persone alle problematiche che ci stanno a cuore e nello stesso tempo approfondirle,
invitando ad esempio esperti con conferenze, dibattiti.
Promuovere manifestazioni, seminari, corsi ecc. ecc.
uniti anche, ad esempio, alle visite ai produttori che voi già fate.
Insomma, io l’ ho buttata lì perchè è una cosa a cui credo, ma non so se sia di possibile realizzazione.
Infine come ha detto Jacopo,è normale che in un gruppo o associazione ci sia un nocciolo attivo,
persone che lavorino più di altre, l’essenziale è che questo nocciolo resti PERMEABILE,
ovvereo ci sia scambio di persone (e di idee aggiungerei io),che non si irrigidisca
chiudendosi, altrimenti rischia di esplodere o implodere su se stesso.
Queste sono in parte le cose venute fuori nella riunione di venerdì,
Voglio ringraziare per il piacevole incontro tutti i presenti e in particolare
Jacopo Cherchi venuto da Urbino per parlare con noi.
Un saluto a tutti
Donatella (tella67@gmail.com)

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Mi ha resa molto contenta il messaggio di Donatella (e solleciterei anche Alberto Cicarè a dire pubblicamente le sue osservazioni da gasista tra quelli di più recente affiliazione).
Sottolineerei due idee la cui attuazione mi sembrerebbe particolarmente interessante ai fini del superamento della bariera che, a volte, si frappone tra vecchi e nuovi gasisti; una è quella della rotazione delle referenze, di cui si è parlato (forse a più riprese) agli inizi della nostra esperienza. Servirebbe perché nessuno si fossilizzi in un compito specifico e perché tutti possano sperimentare questa attività. A questo proposito chiunque senta l’esigenza di un nuovo prodotto da aggiungere al paniere potrebbe proporsi per prendere contatti con i relativi  produttori, incrementando anche contatti attivi e fattivi tra Gas diversi, perché magari si tratta di prodotti che altri Gas acquistano mentre noi non ancora e viceversa (e torno a sollecitare Alberto).
La seconda idea che mi/ci è stata parzialmente suggerita da Jacopo è quella di rivedere la scheda di adesione al Gas, indicando una maggior parcellizzazione delle funzioni, in modo da offrire ai nuovi iscritti - i quali spesso non hanno un’idea precisa dell’organizzazione di un Gas e men che meno del Gas specifico al quale si stanno iscrivendo - un ventaglio di possibilità concrete di partecipazione.
L’accoglienza potrebbe inoltre venire intesa in modo più ampio, nel senso di accompagnamento dei neofiti da parte dei più esperti nello svolgimento delle funzioni  individuate, sino all’apprendimento da parte dei nuovi che possono a loro volta fungere da accompagnatori e ottenere così un continuo ricambio.
Vedo con favore anche l’organizzazione di gruppi tematici, come per esempio quello da tempo auspicato da Angela Fazi circa l’esperienza genitoriale vista alla luce della nostra consapevolezza di consumatori responsabili; una cosa importante è che chi volesse proporre una qualsiasi idea, lo faccia già pensando e delineando un abbozzo di realizzazione, sempre tenendo presente la possibilità di apertura anche ad altri Gas.
Elena G.M.  (elgajmon@gmail.com)

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Ciao a tutte e tutti,
volevo partecipare anche io allo scambio di
opinioni che è appena iniziato. Credo ci sarebbe molto da dire, ma
cerco di limitarmi a poche considerazioni (già so che non ci riuscirò,
e mi scuso in anticipo).
Il fatto che sia una gasista nuova, Donatella,
ad aprire la discussione, dovrebbe fare riflettere il gruppo. Mi sembra
sia venuto meno l’entusiasmo e ci si sia un po’ arenati sulla semplice
gestione della routine (ordini). Il nostro, non essendo un gruppo nato
con lo scopo di dare la possibilità a tanti di accedere a prodotti
“salutari” a prezzi contenuti, non dovrebbe dimenticare di creare
momenti di incontro, scambio, discussione, e occasioni in cui
conoscersi. Anche per l’inserimento di nuovi gasisti, mi sembra si
fosse stabilito come essenziale, farsi “vedere” a riunione, prima di
iniziare ad ordinare, ma poi gli impegni, le dinamiche sintetiche, il
“logorio della vita moderna”, ci hanno portano, evidentemente, a
semplificare e saltare i passaggi (non che mi rammarichi dei nuovi
arrivati, che dal mio osservatorio, trovo straordinariamente motivati e
disponibili). E anche per i nuovi prodotti, forse la riunione
servirebbe. Non ne faccio una colpa a qualcuno, ma a tutti.
Per quanto
riguarda l’apporto che io intendo dare, e che più mi motiva, vorrei
avere modo di spiegare meglio. La mia idea è quella di far nascere un
gruppo di DONNE (genitrici e non), all’interno del gas, che cominci a
relazionarsi e a lavorare insieme. Non vorrei sembrare una femminista
dell’ultima ora, ma prendendo spunto dalle mie esperienze di impegno
all’interno di gruppi, più o meno spontanei, reputo che le donne non
debbano richiedere quote, ma aprirsi spazi autonomi (da rimettere poi
insieme all’altra “metà de cielo”, e non lasciare separati,
ovviamente!…). Nei palazzi o nei partiti (ne ho avuto una
piccolissima frequentazione quasi adolescenziale) le dinamiche sono
impressionantemente maschili; in piazza se non hai gambe veloci ti
becchi una manganellata in testa e una scarica di lacrimogeni (almeno
quando ci andavo io), perché il nostro è un paese così civile che se
non sei corrompibile, e ti capita di andare in bestia quando vedi dove
rinchiudono i cosiddetti “clandestini”, o quando in pochi pretendono di
decidere per tutti (e vai lì, e li vorresti prendere per i capelli, e
se non ce l’hanno tirargli quel naso da pinocchi: e non parlo di
violenza, visto che la maggior parte riserva ai propri piccoli, almeno
ogni tanto, sonori sculaccioni!) a momenti t’ammazzano (o ti ammazzano
proprio, e non solo in piazza, anche in galera!).
Comunque… visto
che anche alle riunioni del gas io corro dietro ai figli, e mio marito
sta seduto a discorrere, e visto che penso che le donne debbano
organizzarsi per incontrarsi, confrontarsi, decidere e fare, secondo i
LORO TEMPI E MODI (preferibilmente con figli al seguito, se ne hanno:
così si divertono anche loro!…), credo che si possa cominciare anche
con un piccolo gruppo, senza un’idea ben definita (come invece diceva
Elena Monguzzi), che si conosca, parli anche a ruota libera, pensi a
cosa è interessato, ed elabori insieme proposte da fare al gas, o da
estendere all’intera città (dibattiti, corsi, eventi).
Se qualcuna
vuole provare a vedere che ne viene fuori, mi contatti.
angela (faziang@tiscali.it)
p.s.
Scusate l’excursus personale, e non temete, non sono una facinorosa!

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Gli incontri poco affollati come quello di venerdì sera, se da un lato
mancano del contributo di idee e spunti che possono venire da tante
teste, consentono dall’altro ai pochi intervenuti di esprimersi
largamente e liberamente. E’ così che sono venuti fuori alcuni punti di
vista secondo me molto interessanti , che sono già stati riportati nei
resoconti precedenti.
Da parte mia posso dire che il GAS, come tutte le forme associative
di una certa consistenza, ha per forza di cose una componente
maggiormente attiva, a cui si affianca un gruppo di supporto. Spesso
nelle associazioni questa componente attiva si consolida, diventa
vertice, e si rende impermeabile. Il GAS, proprio per la sua natura di
gruppo solidale, deve evitare questa degenerazione. Non mi permetto
assolutamente di dire che ciò stia avvenendo all’interno del nostro
gruppo, ma l’attività encomiabile e impagabile dei referenti (e di
altri attivisti) rischia per paradosso di lasciare emarginati altri
associati (soprattutto gli ultimi arrivati). Ragionare, come ci ha
invitato a fare Jacopo, su forme di coinvolgimento di una più larga
porzione di aderenti mi sembra opportuno, pena il rischio di far
diventare il gruppo un’esperienza viva e coinvolgente per alcuni,
mentre solo un supermarket del sano per molti altri. La rotazione
tramite affiancamento nelle attività di base può essere uno strumento
utile, a questo proposito.

Nel corso dell’incontro ho proposto un’altra cosa, che da un po’ di
tempo mi ronzava in testa: la possibilità che il GAS, oltre gli
acquisti centralizzati, possa favorire anche gli acquisti fatti
direttamente da fabbricanti e rivenditori locali che soddisfino
determinati requisiti in tema di qualità dei prodotti e dei processi
produttivi (compresa la tutela del lavoro). In particolare per gli
articoli di vestiario, dove l’importanza della prova diretta è
determinante, e che vede nel nostro territorio tanti produttori di
pregio, potrebbe essere interessante individuare alcuni imprenditori
che ci consentano di poter acquistare a condizioni favorevoli prodotti
di elevata qualità. Mi pare che il sostegno all’economia locale sia uno
dei fondamenti della filosofia del GAS e della teoria della decrescita
in generale. Non so però se ciò sia compatibile con la prassi fin’ora
seguita e con i punti di vista degli altri aderenti. Se ne potrebbe
parlare.
Ringrazio Elena che mi ha “forzato” a intervenire, altrimenti il mio
predicare bene sulla partecipazione, e razzolare male, avrebbe ancora
preso il sopravvento….

A presto, Alberto Cicarè (cicare@tiscali.it)